lunedì 28 luglio 2014

Ferie (forzate)... Enjoy your holiday!


Ahimè sarò spiccio.
Il mio laptop è in ferie!

Incidenti di percorso che ovviamente non fermano il mio viaggio! Anche se manco da un po di pubblicare continuo a documentare e a scattare foto (specialmente su Instagram con @ostevagabondo e #ostevagabondo) :D
Spero di tornare presto Online in maniera più efficace, nel frattempo Vi auguro la migliore estate all'insegna del food estero e non, divertimenti, abbuffate, birrozze, vinelli, cocktails, mare, montagne, fiori, cantanti e città!

Buona Vacanza by Aldo "Ostevagabondo"

Ps: Conosci LEEVIA?

Sto collaborando con questa community in una utopica campagna di raccolta immagini della cucina internazionale, se ti piace scattare foto a piatti prelibati, non fartela mancare! ;)


giovedì 19 giugno 2014

ma... cos'è la Mastícha?


Tra i tanti liquori che ho assaggiato (e che continuo ad assaggiare!) qui in Grecia il mio preferito è a base di Masticha.
questo dolce liquore è composto dalla resina dell'albero di lentisco (Pistacia lentiscus) un albero della gomma difficile da trovare in altri luoghi del mondo... la maggior concentrazione di questi alberi si trova a Chios, nel mare Egeo.

Queste perle giallo-biancastre opache vengono anche chiamate "lacrime di Chios" dal modo in cui trasudano dall'albero e vengono commercializzate nei più differenti modi: Come chewing-gum ecologico, come liquore, addensante... 

In sé hanno un sapore amarognolo, che poi pian piano si addolcisce con sentori di cedro, ginseng, e pino. Il suo sapore non diminuisce mentre viene masticato bensì aumenta fino a farti esplodere un'intera foresta in bocca XD da provare!

In Italia molti la commercializzano erroneamente come Gomma arabica o gomma dello Yemen, creando un po di confusione su questo prodotto decisamente mediterraneo che un paio di anni fa ha rischiato di sparire dalla faccia della terra a causa di alcuni incendi boschivi sull'isola. QUesto giustifica il prezzo con la quale viene commercializzato, non esagerato ma certo non economico come un pacchetto di Vigorsol.
Quest'isola venne ceduta dall'Impero Bizantino a Venezia nel 14° secolo e man mano il commercio di questa resina è andato a scemare fino ai nostri tempi, dove a fortunatamente ripreso piede come prodotto tipico e gourmet.

Poco è cambiato nel processo di produzione della masticha dai tempi antichi fino ad oggi. L'estrazione della resina inizia dal quinto anno della loro vita. Il periodo della loro coltivazione è da luglio fino all'inizio di ottobre. Il primo passo nel processo è il livellamento e la pulizia del perimetro attorno al fusto dell'albero, dove la masticha cade. Il passo successivo è la diffusione di carbonato di calcio in polvere su questa zona al fine di facilitare la raccolta senza alterarne la composizione chimica. Poi il "Kentos" ha inizio. 

In altre parole si comincia ad incidere sulla corteccia dell'albero. Le incisioni sono realizzate sistematicamente: 5-10 su ogni albero, ogni 4-5 giorni. La resina scorre progressivamente dalle incisioni, cadendo sul terreno dove si solidifica progressivamente, fornendo sia grandi blocchi ("pites") o più piccoli ("Psilo"). Questi pezzi, una volta raccolti, vengono puliti dai produttori e le loro famiglie attraverso un processo noioso che in genere dura tutto l'inverno. XD

Molte altre culture ultimamente si stanno interessando a questi alberi (molti imprenditori cinesi e giapponesi), che seppur con lo stesso ambiente climatico nella loro terra natia, non sono riusciti a riprodurre egregiamente questo prodotto della natura Ellenica.
Se avete la possibilità e siete degli amanti delle gomme da masticare, cercate di acquistarne un po in qualche negozio online di prodotti greci o su Amazon, vi assicuro che stravolgerà ogni vostra concezione del chewing gum!
Io presto posterò qualche bella ricetta a base di Masticha... il suo sapore mi ha letteralmente stupito dopo l'assaggio in.. un gelato!
Davvero delizioso!

martedì 10 giugno 2014

Muffins al Ταχίνι con cuore di cioccolato al rhum


Lasciando da parte l'hipster cuisine che tanto decanta i semi di sesamo come panacea di tutti i mali voglio parlarvi ugualmente di un prodotto tipico macedone chiamato Ταχίνι (Tahini) e di come questo "burro di sesamo" sia in realtà... davvero una botta di salute per il nostro corpo.

Partendo dalla base, i semi di sesamo possono essere considerati come una delle fonti vegetali di calcio principali. 100 grammi di semi di sesamo contengono infatti contenere dagli 800 ai 1000 milligrammi di calcio. Nella stessa quantità di semi di sesamo sono presenti circa 470 mg di fosforo, 815 mg di magnesio e 20,1 mg di ferro, oltre al 18,7% di proteine. Altre fonti vegetali di calcio sono rappresentate dai semi di chia, dalla quinoa, dai fichi secchi e dalle mandorle, oltre che da verdure come spinaci e broccoli.

Il Tahini!
Essi rappresentano inoltre una fonte di manganese, zinco e selenio. Sono inoltre ricchi di acidi oleici, che contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue e ad incrementare la presenza di colesterolo "buono" HDL. 100 grami di semi di sesamo contengono il 25% della dose giornaliera raccomandata di acido folico. Tra le vitamine del gruppo B, contengono niacina, nella quantità di circa 4,5 mg ogni 100 grammi, il 28% del fabbisogno quotidiano.
Ai semi di sesamo sono state attribuite proprietà antiossidanti e anticancro. Essi inibirebbero lo sviluppo del cancro al colon, per via del loro contenuto di acido fitico. Il loro contenuto di lignani permette il controllo della pressione sanguigna, con effetti anti-ipertensivi. Il consumo di semi di sesamo può contribuire a prevenire la formazione di placche sulle pareti delle arterie.
L'assunzione di semi di sesamo è benefica per le ossa, migliora le funzioni del fegato, è efficace nella rimozione dei vermi intestinali, riduce i reumatismi e i dolori articolari, stimola la circolazione e contribuisce a migliorare la digestione. L'olio di sesamo, ricavato dai semi, viene impiegato per la cura della pelle, per effettuare massaggi rinvigorenti, contro la forfora e per contrastare la congestione nasale. (fonte: www.greenme.it)

Notevole no? le influenze turche e macedoni hanno dato largo spazio a questo seme con la quale si fà un po di tutto, dalle ciambelle chiamate κουλουρι "couluri" (di cui vi scriverò la ricetta uno di questi giorni) ai croccanti stile Mr. Tom.



Ma passiamo ai Muffin! Questa inflazionatissima ricetta (provate a cercare muffin su un motore di ricerca e vi spaventerete) è pur sempre un comodo dolce cavallo di battaglia di ogni Food Blogger... Io non mi sento di giudicarlo. Di solito è la mia base per assaggiare gli accostamenti strani con gusti poco conosciuti. Per quanto riguarda la reperibilità del Tahini, molti negozi di prodotti alimentari di stampo gourmet lo vendono!

Muffins al Ταχίνι con cuore di cioccolato al rhum

Ingredienti per circa 12 Muffins leggermente obesi:

  • Cacao amaro in polvere 30gr 
  • Sale 1 gr 
  • Zucchero 300 gr 
  • Vanillina 1 bustina (alcuni lieviti per dolci la contengono già) 
  • Bicarbonato 2gr 
  • Farina 300gr 
  • 2 cucchiai colmi di tahini (se lo trovate dolce con aggiunta di miele è perfetto, altrimenti aggiungetene un cucchiaio) 
  • 3 cucchiai di Nutella (o altra crema spalmabile alla nocciola) 
  • 1 cucchiaio di mascarpone 
  • 1 shot di un buon rhum scuro (ne serve mezzo ma l'altra metà non ci dispiacerà assolutamente durante la preparazione) 
  • 4 Uova 
  • Lievito in polvere 1 bustina (6gr) 
  • Burro a temperatura ambiente 160gr 
  • Latte intero 220-250 ml a temperatura ambiente 
  • un grosso pizzico di semi di sesamo 
  • pirottini per Muffin (in base alla loro grandezza possono essere dai 12 in su) 

Il procedimento è molto simile alla mia altra ricetta ai Rocher:


Imburrare e infarinare i pirottini prima di preparare i muffin e prendere 2 coppe larghe. In una verserete tutti gli ingredienti secchi (Cacao, zucchero, vanillina, farina, sale, bicarbonato e lievito) cominciando a mescolarli facendo attenzione a non versare il bicarbonato, il sale ed il lievito nello stesso momento. 


In un'altra coppa sbattere le uova e versare il latte ed il burro ed il Tahini. Ottenute queste due terrine, versare a filo i liquidi nella terrina aiutandovi con un frustino. 


Una volta amalgamato versare negli stampini imburrati circa 3/4 della capienza.
Mescolate la Nutella, il mascarpone e il rhum ed immergete una goccia nell'impasto in modo che con la cottura si crei un cuore morbido di crema. versate un po di semi di sesamo prima della cottura.


Preriscaldare il forno a 180° (150° se ventilato) e cuocere per circa una 30ina di minuti. Non aprite ASSOLUTAMENTE il forno durante la cottura se non volete dei muffin cavi e sgonfiati. Lasciateli raffreddare con lo sportello del forno leggermente aperto e sono pronti.


Il risultato sarà un muffin con un gusto molto delicato di cacao e sesamo con un cuore dal gusto cremoso e che esplode in bocca... Enjoy!

lunedì 26 maggio 2014

"La battaglia dell'XI secolo": Vino Ippocratico (o Ippocrasso) e squisitezze medievali


Vi siete chiesti perché proprio OsteVagabondo?

L'oste è il proprietario di una Osteria, luogo che nelle antichità formava il trittico della socializzazione insieme alla Chiesa e la Piazza.
Prevalentemente designato per la vendita del vino, si servivano anche pietanze sia fredde che calde d'accompagnamento e svaghi più o meno "legali" (in base alle epoche)...

Ma non sono solo questi i motivi per la quale ho adottato la parola  "Oste".

Quando penso al mio lavoro ed al termine "Oste" mi viene automatico pensare all'Ospitalità, la pratica di accogliere in un determinato posto una persona che normalmente non ci vive. Pensate sia banale? Qui in Grecia hanno sin dai tempi antichi il termine "Xenia" con la quale si descrive il dovere rituale di ospitare come segno di solidarietà i protetti da Zeus: gli stranieri ed i viaggiatori. 

Il secondo termine è Ristorazione. L'azione di ristorare è quella di rimettere in forze il fisico, rinvigorirlo. Anche questa una parola che usiamo senza realmente darle la consistenza che merita. La ristorazione è tra le prime necessità dell'essere vivente e come tale data talmente per scontata.

Personalmente penso che non ci sia nulla di più umano dell'Ospitalità e della Ristorazione.

Difficile sentire realmente queste descrizioni entrando in un albergo o in un ristorante.. devo parte della mia coscienza di questi valori alla Rievocazione Storica.

Sin da bambino ho amato il fantasy ed il medioevo, e quasi per casualità io ed un mio amico fummo indirizzati nella più vicina Associazione Storica Culturale della mia zona: "I Cavalieri de li Terre Tarentine"

Oltre la scherma medievale, qui ho avuto la possibilità di fondere la mia passione per i fornelli con quella medievale: Sono diventato l'oste della compagnia!


Grazie ad alcune ricerche e all'esperienza maturata negli anni abbiamo cercato di rendere partecipi i visitatori delle varie rievocazioni non solo con scontri e battaglie ma anche con l'assaggio di prodotti ormai in disuso o molto rari quali l'Idromele (la bevanda nordica a base di miele), Il Sidro ( una birra fermentata dal succo di mela) e d il Vino Ippocratico o Ippocrasso (vino speziato usato come corroborante e rinvigorente).


Oggi vi parlerò di uno dei miei prodotti, l'IPPOCRASSO.

Il vino è sempre stato utilizzato come veicolo dei principi attivi medicinali ed i vini medicamentosi erano una delle forme galeniche più prescritte. Numerosi autori ne attribuiscono l’invenzione ad Ippocrate, il grande medico greco (460 a.C.). Fu lui a lasciar macerare nel vino greco, forte e ricco di zuccheri, i fiori del dittamo e dell’artemisia. Ne ottenne una bevanda digestiva e stimolante che fino al Medioevo veniva chiamata “vino ippocratico”, “ippocrasso” o più semplicemente vino d’erbe.



È assai probabile che questa bevanda tonificante, sia stata copiata dai Romani che la perfezionarono arricchendola delle foglie aromatiche di timo, rosmarino e mirto. Plinio parla spesso dei vini stomachici, cioè dotati di proprietà favorevoli all’attività dello stomaco. Discoride, medico greco contemporaneo di Nerone, non solo descrive le proprietà di seicentosessanta piante, ma raccomanda il vino di mirto per “migliorare il carattere delle donne”.



Durante il Medioevo la preparazione del “vino ippocratico” risentì favorevolmente dei profumi e dei sapori delle nuove spezie portate dai Veneziani. All’assenzio si mescolarono allora cardamomo, cannella, chiodi di garofano, mirra, zenzero o rabarbaro. A quell’epoca Torino, Firenze e Venezia divennero tre centri importanti per la preparazione dei liquori e dei vini ippocratici, ma fu Torino che poi si affermò come la città più famosa a livello mondiale per l’elaborazione di queste bevande.

CuriositàDiscoride, medico greco contemporaneo di Nerone, non solo descrive le proprietà di seicentosessanta piante, ma raccomanda il vino ippocratico per “migliorare il carattere delle donne”...

Volete assaggiarne un po? Ne avrete la possibilità!

Io e tutta la mia associazione vi aspettiamo Sabato 31 Maggio e Domenica 1 Giugno a Saturo-Leporano per catapultarvi in un'altra epoca di sapori, musiche, artigianato e costumi!


Cercatemi tra gli accampamenti, Csardas (il mio soprannome rievocativo) sarà ben lieto di mescervi ciò che più desiderate!!!!

-La cucina di un popolo è la sola esatta testimonianza della sua civiltà.

Per ulteriori Informazioni:

-Condividete l'evento Facebook.

-La pagina ufficiale de "La battaglia dell' XI secolo".


-Instagram TAG: #icavalierideliterretarentine

-Foto dei più svariati amici rievocatori e non tra cui Gianluca Antipoli, a cui devo uno dei miei scatti preferiti *___*-

venerdì 23 maggio 2014

WORD LENS: Google e l'app che traduce direttamente dalla fotocamera... tutto gratis!


Cercate su Google Store l'app WORD LENS della software company Quest Visual Inc. E' Capace di tradurre al volo tramite fotocamera le scritte filmate in tempo reale..

Ma sbrigatevi, è gratis ancora per poco!

Per ora è capace di tradurre in inglese, portoghese, tedesco, francese, russo, spagnolo ed ovviamente italiano :D

Già dalla creazione di Google Translate, l'obbiettivo del colosso di Santa Clara è quello di tradurre qualsiasi cosa... di rendere le notizie e l'informazione a disposizione di tutti. Con questa App disponibile anche per Iphone è possibile tradurre in tempo reale anche programmi televisivi grazie alle nuove smartTv.

Ma voi direte:

"Seeeee vabbè come minimo devi avere una connessione potente millemila Mega per reggere questo servizio... Il potere di Skynet mica ti può pesare solo 40 Mb sul cellulare."


Be si, pesa solo 40 Mb ed è anche OFFLINE. Niente connessione, solo aggiornamenti.


La sto provando da un po e le traduzioni sono imprecise, ok... ma ti aiutano perfettamente a capire il concetto del discorso/segnale/libro/testo/lettera... e poi gli aggiornamenti non faranno che migliorarlo. Date un'occhiata al video:


Preparatevi ad un futuro di realtà aumentate miei cari, non è poi così lontano.


fonte:wanderlusta.com

venerdì 25 aprile 2014

Flûte alla mousse di pesche e vino speziato


"Oggi farete una gara. Tu ed Nicos, l'altro Sous-Chef, inventerete un piatto con queste pesche sciroppate."
Qualche giorno fa sono stato accolto a lavoro con questa frase... Challenge Accepted!

Considerando l'ingrediente base, un mega-barattolo di Pesche sciroppate fatte in casa, non è stato difficile in una cucina attrezzata inventarsi qualcosa... ma come non scendere nel banale? una crostata? dai... Pesche al vino? per favore no... come preparare qualcosa di curioso ma allo stesso tempo rapido e che mi desse la possibilità di continuare la preparazione di tutti i giorni a lavoro?
L'ispirazione l'ho avuta dalla... preparazione di routine stessa! precisamente dalla preparazione della pannacotta.
Guardando la crema addensarsi grazie alla gelatina ho pensato ad una crema di pesche... ma come spezzare il sapore delicato della pesca? ...fondere il vecchio col nuovo... ecco come è nata l'idea di questi

Flûte alla mousse di pesche e vino speziato

Ingredienti per 4 calici
-500 g di pesche sciroppate,
-100 ml di vino rosso corposo,
- cannella,
- 2 chiodi di garofano,
-1 cucchiaio di zucchero,
-10 grammi di gelatina per torte,
- pinoli.

Frullate (che il magico potere della frullanza sia in voi) le pesche fino a ridurle in purea, nel frattempo bagnate 4 grammi di gelatina in acqua fredda (mi raccomando... in acqua FREDDA) ed in un piccolo pentolino versate il vino rosso, un paio di pizzichi di cannella, i  chiodi di garofano, il cucchiaio di zucchero e la gelatina stessa facendo attenzione a farla sciogliere completamente. portare all'ebollizione e riempire all'incirca per un terzo i calici ricordando di togliere i chiodi di garofano.
Lasciate riposare per un ora in frigorifero, nel frattempo ascoltate della musica su Spotify ( vi consiglio questa Various Artists – Hôtel Costes 11 by Stéphane Pompougnac) o nel mio caso continuate la preparazione dei millemila ingredienti del ristorante tipo affettare funghi, preparare impasto per la pizza ecc. ecc!

Passata l'ora dovreste avere dei calici con la riduzione di vino speziato ben salda sul fondo (la mia versione era con meno vino, voi mettetene almeno un cm in più)
10 minuti prima dello scadere dell'oretta versate i 6 grammi restanti di gelatina in un altro pentolino con il 500 gr di purea e cuocete senza portare all'ebollizione, quindi versate fin a poco sotto l'orlo i fluttini (lo spazio necessario per i pinoli) e lasciate risposare in frigorifero per 3-4 ore (si si lo so è una attesa troppo lunga ma ne vale la pena!).


Una volta raffreddati a dovere, ho guarnito con dei pinoli (non guarniteli prima di metterli in frigo.. altrimenti diventeranno gommosi). Pronto! 
Ma alcune piccole delucidazioni.. col senno di poi ho notato che il piatto si può migliorare in alcuni modi.

Eccovi alcune varianti e miglioramenti:

-aumentare la dose di vino per non dover scavare "troppo" per gustarsi entrambi i gusti,
-aggiungere un layer di granatina  in cima al fluttino e guarnire con semi di melograno,
-aggiungere un grammo di gelatina alle pesche e un paio di cucchiai di Liquore Amaretto,
-guarnire con biscotti amaretto sbriciolati e delle sottili fette di pesca.

Io personalmente continuerò a testare alcune versioni, dato che questo "dessert" mi intriga parecchio.

Godetevelo ben freddo! 

Bye by Ostevagabondo

lunedì 14 aprile 2014

Sapori Etnici: Marmellata di Bergamotto

Qui in Grecia ho rivalutato tantissimo alcune verdure e frutti che da noi, in Italia, tendiamo a scartare o a non valutare con la dovuta attenzione.
Tra questi, un vero e proprio must Greco è il Bergamotto, da noi ormai relegato nella zona di Reggio di Calabria a semplice essenza per profumi, shampoo e aroma per l'earl grey Tea. Qui in Grecia è ancora possibile acquistarlo dai coltivatori di zona, che lo trovano delizioso in formato confettura. bisogna lavorarlo con attenzione dato che gli olii sono alquanto nocivi... Eccovi la mia ricetta!

Marmellata di Bergamotto

Ingredienti
-Zucchero (2/3 bianco, 1/3 bruno di canna),
-Il succo di un limone,
-Bergamotti (potete anche usare arance ovviamente!).

Le mie quantità sono in base alla materia prima, di solito tendo a renderla un pò più amarognola... odio il sapore stucchevole dell'eccesso di zucchero. Rapporto Frutto:zucchero: 1:0,9/0:8

Pelare i bergamotti cercando di eliminare quanta più parte bianca sia dal frutto che dall'interno della buccia.
Immergere le bucce in acqua fredda e portare all'ebollizione, sobbollire per 10 minuti e lasciar freddare.

Nel frattempo tagliate in piccoli pezzi i bergamotti, facendo attenzione a togliere tutti i noccioli, frullateli e mescolateli con lo zucchero in una pentola capiente e lasciate rassodare leggermente...
dato che ora verserete le bucce asciugate e tagliuzzate in piccole listarelle con altrettanto zucchero in base al loro peso.
Continuate a cuocere fino ad avere una consistenza "marmellatosa" adatta alle vostre evenienze! 

Gli accostamenti sono vari, è perfetta così com'è su dei crostini integrali, con formaggi leggermente stagionati, come topping per una panna cotta e come accostamento per alcune carni rosse. L'ho provata con del petto d'anatra al vino rosso (di cui vi scriverò la ricetta a breve) e smorza molto il sapore "selvatico".

Se volete conservarla ovviamente sterilizzate dei barattoli, versateci la confettura e bollite a tappo chiuso per una 15ina di minuti, poi lasciate raffreddare a testa in giù... se il tappo continua a "clippare" vuol dire che qualcosa non è andato nel verso giù e ripetete il tutto.. non volete certo morire paralizzati dal botulino.. vero?
Nel mio caso, non è durata abbastanza a lungo per essere conservata!

Alla prossima,
Ostevagabondo