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lunedì 28 luglio 2014

Ferie (forzate)... Enjoy your holiday!


Ahimè sarò spiccio.
Il mio laptop è in ferie!

Incidenti di percorso che ovviamente non fermano il mio viaggio! Anche se manco da un po di pubblicare continuo a documentare e a scattare foto (specialmente su Instagram con @ostevagabondo e #ostevagabondo) :D
Spero di tornare presto Online in maniera più efficace, nel frattempo Vi auguro la migliore estate all'insegna del food estero e non, divertimenti, abbuffate, birrozze, vinelli, cocktails, mare, montagne, fiori, cantanti e città!

Buona Vacanza by Aldo "Ostevagabondo"

Ps: Conosci LEEVIA?

Sto collaborando con questa community in una utopica campagna di raccolta immagini della cucina internazionale, se ti piace scattare foto a piatti prelibati, non fartela mancare! ;)


giovedì 19 giugno 2014

ma... cos'è la Mastícha?


Tra i tanti liquori che ho assaggiato (e che continuo ad assaggiare!) qui in Grecia il mio preferito è a base di Masticha.
questo dolce liquore è composto dalla resina dell'albero di lentisco (Pistacia lentiscus) un albero della gomma difficile da trovare in altri luoghi del mondo... la maggior concentrazione di questi alberi si trova a Chios, nel mare Egeo.

Queste perle giallo-biancastre opache vengono anche chiamate "lacrime di Chios" dal modo in cui trasudano dall'albero e vengono commercializzate nei più differenti modi: Come chewing-gum ecologico, come liquore, addensante... 

In sé hanno un sapore amarognolo, che poi pian piano si addolcisce con sentori di cedro, ginseng, e pino. Il suo sapore non diminuisce mentre viene masticato bensì aumenta fino a farti esplodere un'intera foresta in bocca XD da provare!

In Italia molti la commercializzano erroneamente come Gomma arabica o gomma dello Yemen, creando un po di confusione su questo prodotto decisamente mediterraneo che un paio di anni fa ha rischiato di sparire dalla faccia della terra a causa di alcuni incendi boschivi sull'isola. QUesto giustifica il prezzo con la quale viene commercializzato, non esagerato ma certo non economico come un pacchetto di Vigorsol.
Quest'isola venne ceduta dall'Impero Bizantino a Venezia nel 14° secolo e man mano il commercio di questa resina è andato a scemare fino ai nostri tempi, dove a fortunatamente ripreso piede come prodotto tipico e gourmet.

Poco è cambiato nel processo di produzione della masticha dai tempi antichi fino ad oggi. L'estrazione della resina inizia dal quinto anno della loro vita. Il periodo della loro coltivazione è da luglio fino all'inizio di ottobre. Il primo passo nel processo è il livellamento e la pulizia del perimetro attorno al fusto dell'albero, dove la masticha cade. Il passo successivo è la diffusione di carbonato di calcio in polvere su questa zona al fine di facilitare la raccolta senza alterarne la composizione chimica. Poi il "Kentos" ha inizio. 

In altre parole si comincia ad incidere sulla corteccia dell'albero. Le incisioni sono realizzate sistematicamente: 5-10 su ogni albero, ogni 4-5 giorni. La resina scorre progressivamente dalle incisioni, cadendo sul terreno dove si solidifica progressivamente, fornendo sia grandi blocchi ("pites") o più piccoli ("Psilo"). Questi pezzi, una volta raccolti, vengono puliti dai produttori e le loro famiglie attraverso un processo noioso che in genere dura tutto l'inverno. XD

Molte altre culture ultimamente si stanno interessando a questi alberi (molti imprenditori cinesi e giapponesi), che seppur con lo stesso ambiente climatico nella loro terra natia, non sono riusciti a riprodurre egregiamente questo prodotto della natura Ellenica.
Se avete la possibilità e siete degli amanti delle gomme da masticare, cercate di acquistarne un po in qualche negozio online di prodotti greci o su Amazon, vi assicuro che stravolgerà ogni vostra concezione del chewing gum!
Io presto posterò qualche bella ricetta a base di Masticha... il suo sapore mi ha letteralmente stupito dopo l'assaggio in.. un gelato!
Davvero delizioso!

martedì 10 giugno 2014

Muffins al Ταχίνι con cuore di cioccolato al rhum


Lasciando da parte l'hipster cuisine che tanto decanta i semi di sesamo come panacea di tutti i mali voglio parlarvi ugualmente di un prodotto tipico macedone chiamato Ταχίνι (Tahini) e di come questo "burro di sesamo" sia in realtà... davvero una botta di salute per il nostro corpo.

Partendo dalla base, i semi di sesamo possono essere considerati come una delle fonti vegetali di calcio principali. 100 grammi di semi di sesamo contengono infatti contenere dagli 800 ai 1000 milligrammi di calcio. Nella stessa quantità di semi di sesamo sono presenti circa 470 mg di fosforo, 815 mg di magnesio e 20,1 mg di ferro, oltre al 18,7% di proteine. Altre fonti vegetali di calcio sono rappresentate dai semi di chia, dalla quinoa, dai fichi secchi e dalle mandorle, oltre che da verdure come spinaci e broccoli.

Il Tahini!
Essi rappresentano inoltre una fonte di manganese, zinco e selenio. Sono inoltre ricchi di acidi oleici, che contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue e ad incrementare la presenza di colesterolo "buono" HDL. 100 grami di semi di sesamo contengono il 25% della dose giornaliera raccomandata di acido folico. Tra le vitamine del gruppo B, contengono niacina, nella quantità di circa 4,5 mg ogni 100 grammi, il 28% del fabbisogno quotidiano.
Ai semi di sesamo sono state attribuite proprietà antiossidanti e anticancro. Essi inibirebbero lo sviluppo del cancro al colon, per via del loro contenuto di acido fitico. Il loro contenuto di lignani permette il controllo della pressione sanguigna, con effetti anti-ipertensivi. Il consumo di semi di sesamo può contribuire a prevenire la formazione di placche sulle pareti delle arterie.
L'assunzione di semi di sesamo è benefica per le ossa, migliora le funzioni del fegato, è efficace nella rimozione dei vermi intestinali, riduce i reumatismi e i dolori articolari, stimola la circolazione e contribuisce a migliorare la digestione. L'olio di sesamo, ricavato dai semi, viene impiegato per la cura della pelle, per effettuare massaggi rinvigorenti, contro la forfora e per contrastare la congestione nasale. (fonte: www.greenme.it)

Notevole no? le influenze turche e macedoni hanno dato largo spazio a questo seme con la quale si fà un po di tutto, dalle ciambelle chiamate κουλουρι "couluri" (di cui vi scriverò la ricetta uno di questi giorni) ai croccanti stile Mr. Tom.



Ma passiamo ai Muffin! Questa inflazionatissima ricetta (provate a cercare muffin su un motore di ricerca e vi spaventerete) è pur sempre un comodo dolce cavallo di battaglia di ogni Food Blogger... Io non mi sento di giudicarlo. Di solito è la mia base per assaggiare gli accostamenti strani con gusti poco conosciuti. Per quanto riguarda la reperibilità del Tahini, molti negozi di prodotti alimentari di stampo gourmet lo vendono!

Muffins al Ταχίνι con cuore di cioccolato al rhum

Ingredienti per circa 12 Muffins leggermente obesi:

  • Cacao amaro in polvere 30gr 
  • Sale 1 gr 
  • Zucchero 300 gr 
  • Vanillina 1 bustina (alcuni lieviti per dolci la contengono già) 
  • Bicarbonato 2gr 
  • Farina 300gr 
  • 2 cucchiai colmi di tahini (se lo trovate dolce con aggiunta di miele è perfetto, altrimenti aggiungetene un cucchiaio) 
  • 3 cucchiai di Nutella (o altra crema spalmabile alla nocciola) 
  • 1 cucchiaio di mascarpone 
  • 1 shot di un buon rhum scuro (ne serve mezzo ma l'altra metà non ci dispiacerà assolutamente durante la preparazione) 
  • 4 Uova 
  • Lievito in polvere 1 bustina (6gr) 
  • Burro a temperatura ambiente 160gr 
  • Latte intero 220-250 ml a temperatura ambiente 
  • un grosso pizzico di semi di sesamo 
  • pirottini per Muffin (in base alla loro grandezza possono essere dai 12 in su) 

Il procedimento è molto simile alla mia altra ricetta ai Rocher:


Imburrare e infarinare i pirottini prima di preparare i muffin e prendere 2 coppe larghe. In una verserete tutti gli ingredienti secchi (Cacao, zucchero, vanillina, farina, sale, bicarbonato e lievito) cominciando a mescolarli facendo attenzione a non versare il bicarbonato, il sale ed il lievito nello stesso momento. 


In un'altra coppa sbattere le uova e versare il latte ed il burro ed il Tahini. Ottenute queste due terrine, versare a filo i liquidi nella terrina aiutandovi con un frustino. 


Una volta amalgamato versare negli stampini imburrati circa 3/4 della capienza.
Mescolate la Nutella, il mascarpone e il rhum ed immergete una goccia nell'impasto in modo che con la cottura si crei un cuore morbido di crema. versate un po di semi di sesamo prima della cottura.


Preriscaldare il forno a 180° (150° se ventilato) e cuocere per circa una 30ina di minuti. Non aprite ASSOLUTAMENTE il forno durante la cottura se non volete dei muffin cavi e sgonfiati. Lasciateli raffreddare con lo sportello del forno leggermente aperto e sono pronti.


Il risultato sarà un muffin con un gusto molto delicato di cacao e sesamo con un cuore dal gusto cremoso e che esplode in bocca... Enjoy!

venerdì 25 aprile 2014

Flûte alla mousse di pesche e vino speziato


"Oggi farete una gara. Tu ed Nicos, l'altro Sous-Chef, inventerete un piatto con queste pesche sciroppate."
Qualche giorno fa sono stato accolto a lavoro con questa frase... Challenge Accepted!

Considerando l'ingrediente base, un mega-barattolo di Pesche sciroppate fatte in casa, non è stato difficile in una cucina attrezzata inventarsi qualcosa... ma come non scendere nel banale? una crostata? dai... Pesche al vino? per favore no... come preparare qualcosa di curioso ma allo stesso tempo rapido e che mi desse la possibilità di continuare la preparazione di tutti i giorni a lavoro?
L'ispirazione l'ho avuta dalla... preparazione di routine stessa! precisamente dalla preparazione della pannacotta.
Guardando la crema addensarsi grazie alla gelatina ho pensato ad una crema di pesche... ma come spezzare il sapore delicato della pesca? ...fondere il vecchio col nuovo... ecco come è nata l'idea di questi

Flûte alla mousse di pesche e vino speziato

Ingredienti per 4 calici
-500 g di pesche sciroppate,
-100 ml di vino rosso corposo,
- cannella,
- 2 chiodi di garofano,
-1 cucchiaio di zucchero,
-10 grammi di gelatina per torte,
- pinoli.

Frullate (che il magico potere della frullanza sia in voi) le pesche fino a ridurle in purea, nel frattempo bagnate 4 grammi di gelatina in acqua fredda (mi raccomando... in acqua FREDDA) ed in un piccolo pentolino versate il vino rosso, un paio di pizzichi di cannella, i  chiodi di garofano, il cucchiaio di zucchero e la gelatina stessa facendo attenzione a farla sciogliere completamente. portare all'ebollizione e riempire all'incirca per un terzo i calici ricordando di togliere i chiodi di garofano.
Lasciate riposare per un ora in frigorifero, nel frattempo ascoltate della musica su Spotify ( vi consiglio questa Various Artists – Hôtel Costes 11 by Stéphane Pompougnac) o nel mio caso continuate la preparazione dei millemila ingredienti del ristorante tipo affettare funghi, preparare impasto per la pizza ecc. ecc!

Passata l'ora dovreste avere dei calici con la riduzione di vino speziato ben salda sul fondo (la mia versione era con meno vino, voi mettetene almeno un cm in più)
10 minuti prima dello scadere dell'oretta versate i 6 grammi restanti di gelatina in un altro pentolino con il 500 gr di purea e cuocete senza portare all'ebollizione, quindi versate fin a poco sotto l'orlo i fluttini (lo spazio necessario per i pinoli) e lasciate risposare in frigorifero per 3-4 ore (si si lo so è una attesa troppo lunga ma ne vale la pena!).


Una volta raffreddati a dovere, ho guarnito con dei pinoli (non guarniteli prima di metterli in frigo.. altrimenti diventeranno gommosi). Pronto! 
Ma alcune piccole delucidazioni.. col senno di poi ho notato che il piatto si può migliorare in alcuni modi.

Eccovi alcune varianti e miglioramenti:

-aumentare la dose di vino per non dover scavare "troppo" per gustarsi entrambi i gusti,
-aggiungere un layer di granatina  in cima al fluttino e guarnire con semi di melograno,
-aggiungere un grammo di gelatina alle pesche e un paio di cucchiai di Liquore Amaretto,
-guarnire con biscotti amaretto sbriciolati e delle sottili fette di pesca.

Io personalmente continuerò a testare alcune versioni, dato che questo "dessert" mi intriga parecchio.

Godetevelo ben freddo! 

Bye by Ostevagabondo

lunedì 14 aprile 2014

Sapori Etnici: Marmellata di Bergamotto

Qui in Grecia ho rivalutato tantissimo alcune verdure e frutti che da noi, in Italia, tendiamo a scartare o a non valutare con la dovuta attenzione.
Tra questi, un vero e proprio must Greco è il Bergamotto, da noi ormai relegato nella zona di Reggio di Calabria a semplice essenza per profumi, shampoo e aroma per l'earl grey Tea. Qui in Grecia è ancora possibile acquistarlo dai coltivatori di zona, che lo trovano delizioso in formato confettura. bisogna lavorarlo con attenzione dato che gli olii sono alquanto nocivi... Eccovi la mia ricetta!

Marmellata di Bergamotto

Ingredienti
-Zucchero (2/3 bianco, 1/3 bruno di canna),
-Il succo di un limone,
-Bergamotti (potete anche usare arance ovviamente!).

Le mie quantità sono in base alla materia prima, di solito tendo a renderla un pò più amarognola... odio il sapore stucchevole dell'eccesso di zucchero. Rapporto Frutto:zucchero: 1:0,9/0:8

Pelare i bergamotti cercando di eliminare quanta più parte bianca sia dal frutto che dall'interno della buccia.
Immergere le bucce in acqua fredda e portare all'ebollizione, sobbollire per 10 minuti e lasciar freddare.

Nel frattempo tagliate in piccoli pezzi i bergamotti, facendo attenzione a togliere tutti i noccioli, frullateli e mescolateli con lo zucchero in una pentola capiente e lasciate rassodare leggermente...
dato che ora verserete le bucce asciugate e tagliuzzate in piccole listarelle con altrettanto zucchero in base al loro peso.
Continuate a cuocere fino ad avere una consistenza "marmellatosa" adatta alle vostre evenienze! 

Gli accostamenti sono vari, è perfetta così com'è su dei crostini integrali, con formaggi leggermente stagionati, come topping per una panna cotta e come accostamento per alcune carni rosse. L'ho provata con del petto d'anatra al vino rosso (di cui vi scriverò la ricetta a breve) e smorza molto il sapore "selvatico".

Se volete conservarla ovviamente sterilizzate dei barattoli, versateci la confettura e bollite a tappo chiuso per una 15ina di minuti, poi lasciate raffreddare a testa in giù... se il tappo continua a "clippare" vuol dire che qualcosa non è andato nel verso giù e ripetete il tutto.. non volete certo morire paralizzati dal botulino.. vero?
Nel mio caso, non è durata abbastanza a lungo per essere conservata!

Alla prossima,
Ostevagabondo

lunedì 24 marzo 2014

Taberne & Ouzerie, sapori del nord della Grecia

Quello a sinistra sono io, sorridente.
Quello a destra è Trifon, un amico greco con cui faccio delle scampagnate (sia per lavoro che per piacere) intorno ad Edessa, la città in cui mi trovo ora.

Vi voglio parlare dell'"aperitivo alla Greca". Uso e costume che farebbe impallidire anche l'apericena più succulenta. 

Qui è molto in voga una tipologia di locale che noi abbiamo ormai perso tra richieste di esclusività, servizio impostato e molto altro: Le Taberne e le Ouzerie.

Le Taberna, molto simile alla nostra trattoria, ha saputo mantenere in maniera abbastanza rigorosa la tradizione dei piatti tipici con folklore, senso di appartenenza, atomosfera conviviale e... anche dei prezzi abbastanza bassi.
In Italia non ce ne siamo nemmeno accorti: Le trattorie per adeguarsi hanno cominciato a trasformarsi in winebar, pizzerie, paninoteche e ristoranti... Perdendo miseramente la testa sotto la scure del consumismo, della crisi e dell'esterofilia.
Lo stesso ristorante di famiglia in cui sono cresciuto si è trasformato più e più volte per adeguarsi ai tempi e, se trenta anni fa era una trattoria a conduzione familiare con una saletta con trenta posti... ora di sale ne ha 5 e fa servizio pub e pizzeria!
Qui se vuoi mangiare una pizza, Vai in pizzeria. Del sushi? In un ristorante Giapponese. Tipico? Alla Taberna. In Italia ho visto locali capaci di di servire tutti e tre i piatti che, aimè, non eccellevano in nessuna delle pietanze.
Le attività ristorative in Italia tendono sempre più a perdere una propria identità per adattarsi al consumatore. Vendono l'anima al commercio inaridendo a mio parere la nostra "esperienza" Enogastronomica. Certamente ci sono delle eccezioni, ma pur sempre di eccezioni si tratta.

L'Ouzerie, è un ibrido tra una Taperia spagnola e un bar aperitivo... Orfani ormai del concetto di Osteria italiano che bene si sposerebbe a questa attività, qui è ancora possibile trovare cantanti improvvisati (più o meno) e suonatori di Bouzouki che si dilettano tra un sorso di Ouzo & Tsipuoro (grappe forti all'anice o non aromatizzate), vini locali ed altri liquori tipici in una tranquilla serata tra amici... il tutto contornato da piccoli  piatti (mezes) dall'origine bucolica e a kmZero che in queste zone sono ancora vividi e pulsanti. Ovviamente vi parlo di zone poco turistiche, o da turismo per Greci. A Corfù o in altre zone ad alto indice di Turismo "massificante" nelle Ouzerie trovereste patatine e crocchette di pollo riscaldate allo stesso prezzo.

Io con Trifon, Marios (il proprietario degli stupendi scatti di questo post) ed altri loro amici tra uno scatto e l'altro (lavorano nel montaggio video e nella fotografia) abbiamo deciso di fare un Break in un CafèBar/Ouzerie di nome OMILOS, in Ag. Panteleimon, sulle rive del lago Vegoritida.
 
Distante pochi chilometri da Edessa, è proprio in questa zona balneare che ho assaggiato alcuni piatti che hanno dello straordinario.
Saganaki:
Questa piatto perfetto come appetizer è formaggio Greco fuso in padella condito con uova scrambled e paprika affumicata, un piatto semplice ed efficace per riempire lo stomaco tra un bicchiere e l'altro.
Tulcena "Piperies me melitzanes":
Questo piatto dalle origine slave è molto simile alla nostra caponata, preparato con melanzane e peperoni rossi dolci. Viene condido con spezie e olio e la maggior parte delle volte viene messo in vetro per la conservazione sulla lunga durata. Viene servito freddo ed è eccezionale su di un bel crostino di pane al sesamo.
Skoumpri:
Lo Skoumpri è aringa affumicata che viene grigliata con odori e servita con una crema di yogurt e un filo d'olio. Una spruzzata di limone e su giù per lo stomaco!
Tourna:
Il Tourna è pescegatto pescato localmente che viene bollito e servito con olio e limone. Mi ha stupito il sapore delicato, di solito i pesci di fondo lago tendono a "insaporirsi" degli scarti del fondo che mangiano... questo no. Era deliziosamente delicato.
-"Questo lago è molto profondo e molto grande, ecco perchè il pesce è così leggero"  mi dice Marios.
Non si "contaminano" in pratica.

Polpo marinato nella birra lavica e pomodori Tursì:
E qui che va in scena un accostamento strepitoso.
I pomodori Tursì sono dei piccoli pomodori verdi dolcissimi. vengono conservati sott'aceto e sono il perfetto accostamento per un piatto come il polpo arrosto. Insalata di cavolo e carote bollite e funghi sott'aceto completano il side dish alla perfezione.
Precedentemente bollito, il polpo è stato marinato con una birra di tipologia Blanche (di frumento) filtrata con roccia vulcanica e leggermente aromatizzata al miele e cedro prodotta sull'isola di Santorini, La VOLKAN.
Questa birra possiede il sapore molto delicato di una Blanche combinato al colore e retrogusto di stout, una accoppiata da lasciare a bocca asciutta... sono le 4:10 am e me ne berrei volentieri qualcuna prima di andare a dormire!
 A proposito Trifon, questo post è Tediosamente lungo e descrittivo. ci vorrebbe una pausa.
Ecco, esattamente quello che intendevo. A presto per altre news sul mio viaggio ed altri piatti da questo angolo di paradiso sconosciuto!


Kalispera!

Ostevagabondo

sabato 22 marzo 2014

23° DETROP "Fiera food & Beverage" Atene, la recensione

Finalmente riesco a buttar giù un paio di righe!
Il mio fine settimana ad Atene è stato ASSURDO... Vi spiegherò rapidamente tutto quello che mi è successo.
Dopo aver fatto baracca & burattini di tutti prodotti per l'evento (Olii aromatizzati e non dell'azienda del socio del mio attuale datore di lavoro e prodotti di genere delicatessen italiani d'importazione) con tanto di pentole, padelle e frigorifero partiamo alla volta di Atene! Da Edessa sono più o meno 600 km di autostrade sperdute tra le montagne della Grecia... Un paesaggio mozzafiato!
La "Discesa" (come direbbe barbalbero) è stata leggera e colpa di chiacchiere, il tutto insaporito dalle stazioni radio greche che trasmettono per la maggior parte brani folk tipici... Ovviamente non ne ho capito molto! Ma si presta bene all'atmosfera! Arrivati ad atene alle 3 di notte eravamo già pronti a crollare rapidamente per l'imminente sveglia alle 8 del giorno dopo... Lo Stand non si allestisce da solo!
Olii aromatizzati al basilico, timo, salvia, origano
 Dopo aver comprato alcuni ingredienti ad un vicino market, ho subito notato come la concezione di fiera è decisamente lontana dai nostri "Cibus" e "Vinitaly"... Qui il rapporto tra produttore e consumatore è fortunatamente ancora molto legato e amichevole.
Molti degli Stand e molte delle aziende sono a conduzione familiare, e conoscere di persona chi è dietro le quinte di molti prodotti che ho assaggiato nei primi giorni in grecia mi ha stupito particolarmente.
L'occasione fortunata per eccellenza è stata la possibilità di cucinare nella zona degustazione con alcuni Chef greci... Escargot speziate (tipiche della zona di Edessa in cui mi trovo) sono state preparate per i visitatori che hanno gustato questo meltin' pot di cucina macedone/greca...
Visitatori soddisfatti!
Io da par mio mi son prodigato nella preparazione di alcuni piatti con dei prodotti d'importazione italiani che commerciamo a LA TARANTA Italian Restaurant di Edessa.
L'atmosfera conviviale si prestava bene alla cucina allegra e senza troppi formalismi, accogliendomi giovialmente... Una splendida esperienza.. con tanto di Bartending e Tv nazionale!
Tra i prodotti che mi hanno stupito sicuramente la varietà di confetture dolci e salate (tra cui la marmellata di olive... dolce! perfetta sul burro come fosse di pesche!), le bevande gasate prodotte da piccole aziende che qui ancora hanno una loro fascia di mercato consistente (al melograno, ciliegia, pesca, menta e limone) e le micro distillerie che producono grappe e Tsipouro (un liquore molto forte all'anice) malvagiamente deliziosi.
  Un fattore mi ha stupito alla grande:

La similitudine con i nostri prodotti pugliesi.

Il nord della Grecia ha coltivazioni molto simili a quelle salentine, solo con un tocco "speziato" balcanico.
Presto vi posterò qualche bella ricetta tipica.
Non sono ovviamente mancati i momenti divertenti tra i vari esponenti degli Stand!
In serata tra locali e discoteche ho approfittato per preparare delle fettuccine ai due tartufi per amici Ateniesi... con una vista ancestrale.
Non sono riuscito però a visitare l'akropoli, un motivo in più per tornarci :D

Kalispera dall'OsteVagabondo!

martedì 11 marzo 2014

23° Fiera Food&Beverage DETROP, Grecia. Chi di voi ci sarà?


Anche qui in Grecia è doveroso non lasciarsi scappare la fiera nazionale di prodotti tipici ed esteri! Al 23° DETROP di ATENE avrò l'opportunità di rappresentare una nascente azienda di prodotti Italo-Greci per la quale farò delle lavorazioni in loco.
La fiera avrà luogo all'HELEXPO di Atene dal 14-16 Marzo 2014 ed è riservata ai professionisti del settore.

Se siete nelle vicinanze veniteci a dare un'occhiata, presto posterò lo stand in cui sarò... Che Zeus me la mandi buona XD